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30 ottobre 2009

Cremonini da grande in Russia

L’imprenditore Luigi Cremonini, dell’omonimo gruppo alimentare emiliano, in un’intervista al quotidiano moscovita in lingua inglese The Moscow Times ha dichiarato che il nuovo stabilimento russo di Odintsovo, nella regione moscovita, diventerà operativo entro la fine dell’anno.
Iniziato a venire costruito nel 2007, lo stabilimento ha una superficie di 25 mila metri quadri e produrrà inizialmente 25 mila tonnellate di carne l’anno, capacità che raddoppierà in un momento successivo; l’investimento, da 100 milioni di euro rispetto ai 45 previsti originariamente, permetterà di servire hamburger ed altri prodotti in carne alle operazioni russe della multinazionale del fast food Mc Donald’s, che nel 2010 sarà destinataria già di 10 mila tonnellate di carni Cremonini.
Il gruppo alimentare italiano lavora con il mercato russo sin dai tempi sovietici, e più recentemente attraverso il sussidiario “Marrusia”, che nel 2008 avrebbe registrato un giro d’affari, in crescita annuale del 5%, di 133 milioni di euro; grazie all’alleanza con Mc Donald’s Russia, lo stesso è previsto salire a 180 milioni di euro entro la fine del 2010.
Marrusia distribuisce carne alle locali industrie di trasformazione, ma anche pesce, pasta, e ortaggi soprattutto a Mosca e San Pietroburgo, a destinazione in particolare del circuito HoReCa, ma anche dei principali supermercati, come Sedmoi Kontinent, Auchan, e ai grossisti come Metro.



Fonte: Uomini & Imprese

27 ottobre 2009

Colussi investe in Russia


Il gruppo alimentare italiano Colussi ha firmato una JV con la compagnia russa produttrice e distributrice di pasta Infolink, investendo nel progetto 100 milioni di dollari. Lo riporta il quotidiano economico russo Vedomosti. I soldi investiti dall'italiana Colussi Group, che comprende i marchi Agnesi, Misura, Gran Turchese, Flora, Festaiola e Sapori, saranno destinati allo sviluppo della produzione di farina e di cereali vari. Il direttore generale di Infolink, Andrei Gurov, ha detto che l'azienda russa coinvolgerà nella nuova impresa tutti i suoi attivi: l'industria di pasta nella regione di Belgorod, al confine con la Bielorussia, la fabbrica di pasta a Tula, a sud di Mosca, il distributore di pasta Maltagliati e Pasta Zara. La JV tra Colussi e Infolink, che controlla il 70 per cento delle forniture di pasta in Russia e che da dieci anni cura le distribuzioni del gruppo italiano, arriva in una fase di stagnazione del mercato russo. Secondo i dati forniti dalla compagnia Intesco Research Group, le vendite di pasta in Russia sono state nel 2008 pari a 1,02 milioni di tonnellate, dato rimasto pressoché invariato rispetto ai due anni precedenti con 1 milione di tonnellate vendute nel 2007 e 1,05 milioni nel 2006.



Fonte: newsfood.com

24 ottobre 2009


Da destinazione prioritaria ad uscita totale dal mercato: nessuno, negli anni recenti, sembra aver cambiato radicalmente opinione sulla Russia più velocemente di Carrefour, il più grande retailer d’Europa; la decisione è stata affidata ad uno scarno comunicato che parla dell’assenza di prospettive sufficienti per una crescita organica e di opportunità di acquisizione nel breve e medio periodo in grado di consentire al gruppo di arrivare ad una posizione di leadership.


Nonostante il comunicato, si moltiplicano gli interrogativi per cercare di giustificare realmente la scelta dei francesi, approdati in Russia da appena quattro mesi circa: soltanto alla metà di settembre Carrefour aveva aperto a Krasnodar il suo secondo centro commerciale russo, dal costo di 8 milioni di euro, mentre il primo outlet era stato aperto a Mosca poco tempo prima, a giugno; per la fine dell’anno aveva confermato l’apertura di un terzo ipermercato di dimensioni più contenute a Lipetsk.


Carrefour ha precisato che continuerà a gestire e a mantenere operativi i due ipermercati russi sino a quando avrà trovato un compratore affidabile per i medesimi.



Fonte: Uomini & Imprese

23 ottobre 2009

Farmaci di importazione in Russia

Nella prima metà del 2009 la Russia ha importato farmaci per oltre quattro miliardi di dollari, ovvero 460 milioni di dollari in meno rispetto al corrispondente periodo del 2008. Le stime degli analisti indipendenti sono state confermate grosso modo anche dalle statistiche ufficiali delle Dogane russe, secondo cui nel periodo gennaio-agosto 2009 le importazioni di farmaci dalle società specializzate russe sono diminuite dell’11,2% fino ad arrivare a quota 4,23 miliardi di dollari. Questi dati sono basati sui prezzi ufficialmente dichiarati dai produttori.Le medicine d’importazione controllano il 75% del mercato russo dei farmaci. Negli acquisti centralizzati finanziati dallo Stato la quota dei farmaci stranieri raggiunge addirittura il 90 per cento.Si tratta di un campanello d’allarme vero e proprio: le importazioni dei farmaci non erano mai diminuite dalla crisi finanziaria del 1998. Neppure nel biennio 2001-2002, quando per la prima volte venne introdotta l’Iva sulle medicine: allora le importazioni rallentarono solo leggermente. Anche nei primi sei mesi del 2008, rispetto al corrispondente periodo del 2007 le forniture dei farmaci dall’estero erano aumentate del 55%, salendo da 2,9 miliardi a 4,55 miliardi di dollari. In quel periodo l’intero mercato dei farmaci era cresciuto del 30 per cento. Nel 2009 nei casi migliori le società importatrici sono riuscite a conservare i volumi delle importazioni del 2008.
Fonte: Notiziario dei mercati CSI

10 ottobre 2009

Cambio euro/rublo



Sono mostrati i tassi di cambio storici dell' Euro (EUR) rispetto al Rublo russo (RUB)dalla data 10/09/2009 alla data 09/10/2009